News sui mutui online

Mutui in ripresa o affitti in aumento?

Banca d’Italia ci fornisce due indicazioni:

  1. Il recente aumento delle richieste di Mutuo per acquisto casa;

  2. La continua contrazione dei Prestiti.

Poi leggiamo su giornali specialistici al riguardo che gli affitti sono in continua ascesa.

Dati contrastanti, chi ha ragione?

Prestitia è del parere che chi opera direttamente a contatto con gli utilizzatori (i clienti) siano ben informati e che la loro statistica sia quella vera.

Banca d’Italia ha ragione nel dire che aumentano le richieste, ma è una mezza verità in quanto le Banche hanno aumentato la disponibilità per la concessione dei Mutui, ma i criteri per concedere il finanziamento non sono cambiati da tre anni a questa parte e quindi escludono automaticamente una grande parte del mercato, forse addirittura la più consistente.

Di conseguenza ci troviamo in un mercato che ha aumentato l’offerta di immobili a prezzi interessanti invogliando le persone all’acquisto, ma le Banche non finanziando il Mutuo le costringono a restare o a richiedere l’immobile in affitto.

Quindi se vogliamo che le cose cambino in futuro le Banche devono rivedere i criteri di concessione del Mutuo per acquisto prima casa, o rimarremo impantanati in questa crisi che non vede nuova luce.

Nota: Va qui opportunamente ricordato che vendere gli immobili significa mettere in moto la ripresa economica in quanto il mondo della produzione (Industria e Artigianato) è tutto coinvolto e li concentrato.

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Mutui – Famiglie vulnerabili per indebitamento!

Scontro tra i dati di BCE e Banca d’Italia!!

Secondo i dati della BCE le famiglie a rischio sarebbero il 7,3% di quelle indebitate e ci pone al terz’ultimo posto in un confronto con i Paesi dell’Eurozona.

Per la Banca d’Italia invece i dati sono pressoché dimezzati.

Per BCE i dati sono aggiornati al 2010 e si basano sulla valutazione di vulnerabilità nel caso in cui la differenza tra il reddito percepito e la somma delle imposte, del costo del debito e dei Beni essenziali risulti negativa.

Per Banca d’Italia invece sono vulnerabili le famiglie che hanno un rapporto tra rate da pagare e reddito percepito superiore al 30%.

Il dato messo a confronto è sconsolante: due grandi Istituti che affermano cose così distanti l’una dall’altra ci lascia alquanto perplessi.

Il dato certo invece qualitativamente confortante ci viene dalla Banca d’Italia che si affida a numeri certi derivanti dalle sofferenze segnalate dalle singole banche dovute in particolare a diminuzione dei redditi per perdita o per mancanza del lavoro.

I Prestiti nel complesso sono diminuiti leggermente, gli incagli sono aumentati in modo significativo così come le sofferenze.

Il totale delle sofferenze del 1° semestre 2014 per Prestiti per acquisto abitazioni, Prestiti al consumo e altri Prestiti sono pari a più di 37 miliardi di euro.

Secondo l’analisi della BCE le sofferenze dovrebbero corrispondere ad una cifra doppia il che non è affatto reale e chi legge questo dato potrebbe allarmarsi ingiustamente.

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Mutui, in ripresa la richiesta! Quotazioni OMI della Agenzia delle Entrate!

L’agenzia delle Entrate ha pubblicato online le quotazioni immobiliari OMI riferendosi ai dati del primo semestre del 2014 per circa 7.500 Comuni su un totale di 8057, per i restanti Comuni si deve attendere la revisione della zonizzazione.

Le quotazioni possono essere consultate in base al semestre, alla zona e alla destinazione d’uso, sia attraverso la ricerca testuale che tramite la navigazione su mappa, utilizzando il servizio Geopoi, che sovrappone la cartografia alle cosiddette zone omogenee Omi.
Cliccando sulla zona desiderata si potranno conoscere il valore minimo e il valore massimo al metro quadro delle diverse tipologie edilizie: residenziale, commerciale, terziaria o produttiva.
Sul canale You Tube dell’Agenzia delle Entrate è disponibile un nuovo tutorial che spiega le modalità di consultazione delle quotazioni tramite: pc, smartphone e tablet. E’ inoltre possibile consultare le quotazioni anche in mobilità, utilizzando l’applicazione Omi mobile che sfrutta la tecnologia Gps presente in smartphone e tablet.

Un ottimo servizio e facile da utilizzare.

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Mutuo – Le Tasse distruggono il sogno italiano?

Eh si!, acquistare casa oggi è proibitivo non per il costo, ma per il fatto che le banche non concedono i Mutui e per lo Stato che continua ad aumentare la tassazione su casa e sugli immobili produttivi! Il livello poi della tassazione sulla seconda casa e sugli immobili industriali è divenuta insopportabile e insostenibile!

Fino a ieri il possesso di seconde case o di capannoni dimostrava la solidità economica delle famiglie e delle Aziende, oggi è divenuto un peso massacrante per l’impatto fiscale su Famiglie ed Aziende con il risultato che le stesse stanno mettendo in vendita gli immobili o nel caso delle Aziende distruggono i capannoni! Come? Togliendo la copertura, il tetto!! Così facendo rendono inagibile la struttura che in questa condizione può essere tassata solo al 50%.

Ma così si penalizza drammaticamente l’auspicata Ripresa economica e Aziende grandi Piccole e Medie non potranno ripartire con la produzione.

Per le seconde case il problema va visto nel mancato interesse nell’investimento edilizio e così il mercato immobiliare viaggia con il freno a mano tirato al massimo e la crisi continua a mietere vittime su vittime per i continui fallimenti di Imprese costruttrici.

Diventa quindi indispensabile ed imperativo intervenire per ridurre l’imposizione fiscale sugli immobili produttivi e sulle seconde case.

Se poi sarà confermato che tassare la prima casa, a meno che sia di lusso, va contro i principi della nostra Costituzione e addirittura contro i dettami della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, diventando così un clamoroso autogol per lo Stato, assisteremo ad una debacle economica completa ed irreversibile e lo Stato sarà citato per danni da tutti i proprietari di prime case!!

Ma il pericolo rimane vivo: infatti in Parlamento si stanno studiando le nuove rendite catastali!!

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Mutui e Prestiti – Ristrutturare… Le agevolazioni Fiscali!!!

 Guida 2014 alle agevolazioni fiscali per Ristrutturazioni Edilizie e per Acquisto Arredo!

Novità introdotte dalla legge di Stabilità 2014 – Agenzia delle Entrate

Le detrazioni fiscali che si possono ottenere in sede di dichiarazione dei redditi alla luce delle agevolazioni in corso per:

  1. interventi di ristrutturazione edilizia degli edifici (bonus ristrutturazioni);
  2. adeguamento antisismico di edifici adibiti ad abitazione principale o ad attività produttive che si trovano in zone sismiche ad alta pericolosità;
  3. acquisto di arredi per immobili oggetto di agevolazione (Bonus Mobili).

In tutti questi casi, si ha diritto ad uno sconto d’imposta.

Ristrutturazioni Edilizie

  1. per le ristrutturazioni sostenute dal 26/06/2012 fino a Dicembre 2014 le spese sono detraibili al 50% dall’Irpef con tetto massimo di € 96.000;
  2. la detrazione Irpef per il 2015 scende al 40%, pari tetto massimo di € 96.000;
  3. la detrazione Irpef per il 2016 torna al 36% con tetto massimo di € 48.000. 

Adeguamento Antisismico

  1. detrazione del 65% per spese da 4/8/2013 a Dicembre 2014 con tetto massimo di € 96.000;
  2. detrazione del 50% nel 2015 sempre con tetto massimo di € 96.000.

Mobili

Proroga fino al 31/12/2014 della detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni) nella misura massima di € 10.000.

Il Bonus Fiscale per l’acquisto di mobili e arredi quando sono concomitanti a lavori di ristrutturazione edilizia spetta nella misura massima di € 10.000 a prescindere dalle spese di ristrutturazione. E’ quanto previsto dalla approvazione dell’emendamento inserito nel DL 47/2014 approvato dalla Camera dei Deputati!

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Mutui e Prestiti – Torna la fiducia delle Banche!!

A fronte di una migliorata situazione della fiducia dei consumatori, come indicato dai dati Istat, in quanto l’indice di fiducia è cresciuto di un 1 punto superiore alle stime e inoltre per la componente economica in quanto l’indicatore è passato da  115,3 all’attuale 118,1, riparte la fiducia verso il mattone da parte delle Banche.

Non è il caso di brindare, ma le cose stanno migliorando, infatti il giudizio sul saldo della situazione economica si è ridotto di ben 13 punti, passando da -95 a -82. Sono dati significativi che spingono verso un pensiero positivo, la crisi non è passata, ma questi segnali danno fiducia.

E la tendenza positiva è evidenziata dal fatto che le Banche, anche se ancora con prudenza, stanno di fatto aumentando il numero delle erogazioni di Mutui acquisto casa. Un segnale sostenuto da analisi e previsioni delle Banche, negli ultimi anni molto attente ad aprire la borsa, e che ora stanno orientandosi verso l’investimento nel mattone in quanto i segnalatori evidenziano una ritrovata fiducia per il futuro.

Tutto ciò sostenuto dagli ultimi rapporti di Banca d’Italia che confermano il mantenimento, dal pari periodo del 2013, della riduzione del 12% del rischio bancario per un possibile crollo dei valori immobiliari. È questo un dato molto importante  ed è determinante ai fini della decisione delle Banche di ripartire con il finanziare il credito ipotecario.

Una buona notizia finalmente!!!

La borsa delle Banche non è aperta completamente, le troppe sofferenze per mancati pagamenti nel passato ne limitano l’operatività, ma la tendenza è di ripartire con erogazione dei Mutui in quanto il Rischio insolvenza è ridotto. Per questo motivo le richieste di Mutuo saranno valutate caso per caso. Per limitare il Rischio insolvenza le Banche richiedono una forte partecipazione al richiedente il Mutuo, chiedendo la partecipazione con circa il 40-50% del valore di acquisto dell’immobile.

La Banca oggi finanzia Mutui fino al 50-60% del valore della casa. Siamo ancora molto lontani dalle erogazioni del passato che potevano coprire fino al 100% del valore della casa, ma allo stato attuale è importante che la Banca cominci a tornare a vedere di buon occhio l’investimento immobiliare.

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Mutuo Cointestato, cosa succede se uno dei due non paga?

Riceviamo richieste di chiarimento in merito a Mutui cointestati di coppie che si sono separate e di Garanti che non pensavano di essere responsabili alla pari del proprietario dell’immobile e ora si trovano segnalati e in obbligo di pagare le rate del Mutuo.

La cointestazione del Mutuo o esserne il Garante rappresenta a tutti gli effetti lo stesso rischio e se l’Intestatario non paga la Banca chiede il pagamento anche al Cointestatario o al Garante.

Quando due persone decidono di vivere assieme e acquistano casa dividendo la spesa, se non sono sposati in genere al primo bisticcio si separano e il Mutuo resta da pagare. La Banca non fa differenze, non va a vedere se erano o no sposati, no, la Banca manda una raccomandata ad ambedue affinchè sia rispettato il contratto di Mutuo.

Così quando chi chiede il Mutuo non offre sufficienti garanzie la Banca chiede la presenza formale di un Garante. Costui potrebbe essere un parente stretto oppure un amico, ma se l’intestatario del Mutuo dovesse incontrare delle difficoltà nel pagare le rate del Mutuo, la Banca interverrebbe subito nel richiamare alle due figure: Richiedente e Garante, la responsabilità di pagare le rate mensili in scadenza.

I cointestatari del Mutuo sono contemporaneamente mutuatari e datori di ipoteca e se le rate non sono pagate la casa sarà venduta al miglior offerente attraverso un asta dopo il pignoramento ufficiale.

Diversa invece è la situazione che deve affrontare il Garante in quanto non essendo proprietario dell’immobile ipotecato mette a rischio la propria disponibilità economica, lo stipendio e i beni mobili ed immobili.

Pertanto in caso di separazione come si può uscire dal Mutuo cointestato o garantito?, vediamo:

  1. Acquisendo, accollandosi il Mutuo, da parte di uno degli intestatari, la parte di colui o colei che se ne va e chiedendo alla Banca se accetta di liberarla/lo dalla intestazione;
  2. Vendendo l’immobile e ognuno per conto proprio, rimettendoci i soldi sostenuti per i costi bancari e di intermediazione, assicurativi e notarili dell’operazione, ma risolvendo con la Banca il debito per il Mutuo e liberando l’immobile dalla ipoteca e le persone coinvolte dalla segnalazione in Centrale Rischi;
  3. Sostituendo la persona che se ne va con un’altra che ne acquisisce la titolarità nella proprietà e nell’intestazione del Mutuo;
  4. Inserendo una persona quale Garante Fideiussore che deve essere beneviso alla Banca.

Come è ben comprensibile tutto dipende dalla Banca, accettare o no la soluzione proposta, in quanto è titolare di ipoteca di primo grado sull’immobile in parola. Se la Banca dovesse rifiutare qualsiasi proposta di passaggio di proprietà o di garanzia per la parte ceduta, l’unica soluzione che rimane è vendere la casa e saldare la Banca stessa.

Può accadere che uno dei due intestatari dopo la separazione non paghi la propria quota del Mutuo e non accetti di andare dal Notaio per cedere la quota di proprietà a favore di colui che continua a pagare per ambedue.

In questo caso si aprirà una vertenza legale, non vi è alternativa. Vertenza che per non perdere soldi dovrebbe essere evitata e che noi di Prestitia consigliamo vivamente di evitare, cercando di trovare invece un accordo condiviso.

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Mutui e Prestiti – Quale futuro per Famiglie e Imprese?

I dati diffusi da Banca d’Italia continuano a confermare il trend di aumento dei tassi di interesse mentre continuano a diminuire i finanziamenti da parte di Banche e Società Finanziarie, ma come potrà esserci ripresa economica senza i necessari finanziamenti a Imprese e Famiglie?

Continua il calo di concessione di Prestito Personale alle persone fisiche e alla famiglia, così pure per le Imprese. Aumenta anche il tasso di interesse per il Mutuo acquisto casa e le Banche abbassano la percentuale dell’intervento sul valore della casa, ormai vicino al 50%. È come dire al richiedente: arrangiati!, è un signor salasso per le famiglie senza dubbio alcuno. I Prestiti aziendali? le Imprese si chiedono se non conviene chiudere l’attività visto che le banche non le considerano degne di attenzione alcuna.

Sono dati impegnativi e sconfortanti, un segnale economico molto negativo che frena ulteriormente la ripresa economica quando questa comincia a dare piccoli segnali positivi, nella produzione e non ancora per l’occupazione che continua invece a diminuire. Continua ormai da anni la negatività del Sistema Finanziario verso le Imprese e le Famiglie.

Ci chiediamo: la Banca non ha come compito prioritario quello di finanziare le Imprese e le Famiglie e di sostenerle economicamente per rilanciarle e così anche far ripartire la macchina del lavoro per le nuove assunzioni??? Se la banca non si impone su questa base a livello nazionale e le aziende non ripartono per mancanza di fondi come sarà possibile che le famiglie ritrovino la fiducia e traggano la forza del rinnovamento per il nuovo sviluppo economico italiano?

E i nostri giovani cosa faranno?, dove andranno? Sono destinati solo all’oblio o alla fuga all’estero?

Se di ripresina economica si tratta, così come enunciato da più parti ufficiali, le Famiglie e le Imprese vogliono parteciparvi, essere parte attiva, e alle Banche chiedono di aprire la borsa e di ricominciare a finanziare di nuovo il sogno italiano, così come avevano fatto negli anni del dopo guerra!!!!!

Chiedi una consulenza o un preventivo, è un Servizio gratuito di MutuiA, è il nostro modo, il nostro contributo, per dimostrare che vi siamo vicini!!!!

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Se il Garante di un Mutuo muore la Garanzia va in eredità?

Buongiorno, sono a chiedere un consiglio: è deceduta a novembre 2013 mia suocera.
Anni fa, aveva fatto da garante insieme a mio suocero sul mutuo prima casa del figlio.
Ad oggi mio cognato è molto in arretrato con i pagamenti e la banca ci dice che la garanzia della quota della madre defunta ricade sugli eredi ossia mia moglie.

E’ corretto quanto richiesto dalla Banca o possiamo fare qualcosa per evitare questo debito? Grazie, Andrea

Buonasera signor Andrea, se i suoceri sono cointestatari dell’immobile con il figlio e cointestatari del Mutuo alla sua morte gli eredi ereditano oltre i crediti anche i debiti.

Se invece la suocera era solo Garante del Mutuo assieme al marito e l’immobile è intestato solo al figlio, alla sua morte il debito grava unicamente sul figlio in quanto unico intestatario dell’immobile e sul suocero in vita come garante.

La garanzia non è ereditabile.

Se la Banca insiste nella pretesa denunci la cosa ad ABF (Arbitro Bancario Finanziario) e ad ABI (Associazione Banche Italiane).

Chiaramente se la questione dovesse trasformarsi in una causa legale ha bisogno di un avvocato specialista del settore e in questo caso le consiglio di sentire una Associazione dei Consumatori. Ma vedrà che la cosa si risolverà velocissimamente.

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Mutuo o Prestito per Consolido finanziamenti in corso!

Perchè si pubblicizzano aiuti a consolidamento debiti per cattivi pagatori, anche se non lo si volesse essere, ma quando si chiede un finanziamento per poter salvare la propria casa la risposta è sempre la stessa…NO!..? E perchè se si chiama consolidamento debiti appena si accenna a diversi impegni da debitori non si trova modo di spiegare che quello che si vuole effettivamente , avendo due redditi, è saldare tutto ciò che è possibile impegnando anche un reddito intero salvando così tutta la esasperante situazione venutasi a creare per una serie di scelte sbagliate dovute alla crisi economica?!

Grazie , resto in attesa di una vostra risposta chiarificatrice. Maria

Il Prestito per cattivi pagatori avviene attraverso la Cessione del Quinto dello Stipendio. Non esistono altre possibilità in quanto anche il Prestito cambializzato ormai non è più finanziato.

Per consolidare più finanziamenti con un Prestito o un Mutuo, se ambedue i coniugi lavorano con contratto di lavoro a tempo indeterminato, non devono essere presenti Segnalazioni negative in Centrale Rischi per rate non pagate o pagate in ritardo o per rifiuto recente.

È una norma di Banca d’Italia e ABI.

Se siete proprietari della casa in cui abitate e trattasi di prima casa non vi può essere pignorata, la legge lo vieta. Vi possono però  pignorare il quinto dello stipendio. Vi faccio ora qualche domanda.

  1. Siete dipendenti pubblici o privati?
  2. Mi può indicare il nome della Ditta e la Partita IVA del vostro Datore di lavoro?
  3. Mi può inviare le vostre due ultime busta paga?
  4. Avete già in corso la Cessione del Quinto dello Stipendio?
  5. Quanti Prestiti avete in corso?
  6. Avete anche il Mutuo per la casa?

Mi può descrivere meglio la vostra situazione?, compreso i ritardi o i mancati pagamenti di rate?

Se mi risponde potrò essere più preciso.

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